29.30 giugno-1 luglio Camminare con LibroTrekking, di Alessia Rabacchi…

 

 

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Un taglio colorato sulla costa della montagna…

Ho finito da poco di scrivere su di un articolo precedente, una riflessione sulla parola incongruenze relativo al mio andare… Qui vado a scriverne un’altra rispetto al mio modo di fare. Ho più volte messo in evidenza che la qualità è nelle piccole cose, in cammino nei piccoli numeri. Questi tre giorni di montagna li ho trascorsi con una ridente moltitudine (in tutto si era in 28!), e ne sono rimasto contento.

Cosa è successo?

Niente di speciale, ché la vita non ha in sé cose speciali ma opportunità che ti offre, che ti dona a te saperle cogliere. In questo sono stato bravo (se non te lo dici da solo… non vale): ho colto una possibilità creata da tanti semi, anche di discutibile polarità positiva, che qui e là avevo seminato.

L’avvento di FacciaLibro, per esempio, nella mia storia ha portato comunque qualcosa di nuovo (anche se a tutt’oggi ci capisco poco!), e con tutte le mie riserve sul mezzo sono rimasto in ascolto e mi sono messo in gioco… uno degli avvenimenti più interessanti è stato la conoscenza/confronto con Alessia Rabacchi; su molte cose molto diversa da me…. ma in comune si è trovato: amare libri e leggerli, il camminare, il fare la guida come lavoro. Questi tre punti li abbiamo approfonditi e, dopo le scuse da parte mia per un episodio legato al nostro primo incontro proprio sulle differenze (e pregiudizi, miei! Diciamo che riguarda il modo di porsi fricchettone versus balduina che oggi giocando ci si riconosce in positivo, credo…) ci siamo trovati a provare un andare comune in questi tre giorni, dopo diversi sopralluoghi in cui ci si è conosciuti e forse apprezzati di più.

Librotrekking voleva organizzare tre giorni sui Monti della Laga. Alessia mi ha chiesto se avevo voglia di accompagnarla nelle escursioni e nella condivisione di letture epistolari a due voci. Per questo evento lei aveva scelto Elisir d’amore di Schmitt Éric-Emmanuel mentre a me era piaciuto portare Ciao, Tu. di Roberto Piumini e Beatrice Masini.

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Tre giorni tra le montagne: siamo stati sulla Cima della Laghetta, sul Monte Gorzano, saliti fino al Rifugio Franchetti sul Gran Sasso. Un piccolo gruppo è arrivato fino alle cime dei Monti della Laga. Certo, il resto si è fermato un po’ più in basso: ognuno dove sentiva di poter arrivare. Questo il bello che va riconosciuto: cioè dare la possibilità a tutti di fare il ‘proprio’ cammino: Chi lento, chi veloce, chi ama fare foto, chi racconta storie, chi si mostra più ‘spericolato’, chi ha bisogno di una mano, chi aiuta, chi va incoraggiato, chi ama i selfie, chi preferisce mangiare, chi riposare, chi conoscere le storie dei libri, chi ascoltarle con attenzione, chi dormire, chi si incanta. Una bella confusione di persone, senza chiasso però, una miscelanza di situazioni ed espressioni in cui ognuno ci si ritrova contento, indipendentemente dal resto, dal contesto, dai particolari in sé. Alessia ‘la capa’ come è stata definita per gioco, visto che a lei erano demandate tutte le scelte, amministrava il tutto con un sapere e esperienza degni di un maestro d’orchestra. Tocchi leggeri, sapienti qui e lì, per far tutto scorrere senza bagnarsi nel ruscello… davvero brava in questo.

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Tre giorni tra le persone quindi con tanti spunti di riflessione sulle mie scelte. Che restano valide ma… ci può essere anche altro, anche un altro modo, anche un altro stile, anche un altro andare. Per questo la vecchia non voleva mai morire, diceva mia madre, ché c’è sempre qualcosa da imparare.

Tre giorni di lettura in alta quota, dove le parole lette avevano la meglio sul vento, sul panorama, sulla stanchezza, aveva attenzione e ascolto, segno che le storie sono davvero una parte di noi…

Sono tornato stanco, soprattutto della tensione che si sviluppa nel sentire la responsabilità per gli altri, stanco ma con un briciolo di felicità ché era andato tutto bene, ché avevo avuto ragione del dubitare delle mie certezze, che ritornando a casa, a piedi da dove mi avevano lasciato, ritrovavo una bella leggerezza di star facendo le cose giuste, del tempo passato con le multitudini 🙂

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I Monti della Laga, da Gran sasso.

p.s. spesso mi  è capitato di porgere una mano a chi in cammino si trova in difficoltà, intendo dire fisicamente una mano per sostenere, aiutare. Capita sovente che venga rifuitata (no faccio da solo…) per imbarazzi sciocchi ma pur veri da non accettarla anche se farebbe comodo. L’ho fatto anche io, ché sciocchi siamo tutti. Mi accorgo però che ripensando a questa storia ha avuto la modestia di accettare una mano che mi veniva in aiuto, quella di Alessia, che avrà anche un Puzzolo chè la tiranneggia ché in fondo è lui il capo… ma è una bella persona sotto sotto la scorza… Perché se si deve stare al mondo c’è bisogno di immergersi sempre di più nelle persone, non solo quelle che preferisci, e, al contempo, c’è bisogno anche di imparare il modo di proteggersi…

Librotrekking è una buona scuola. Certo è che si ingrassa, anche! 😉

Quindi grazie ad Alessia e a ogni persona che è stata sui Monti della Laga in questi giorni.

 

 

 

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