Il ‘primo’ cammino delle Alte Vie…

p80729-122344.jpg

…si è concluso il 5 agosto, nella Baia del Silenzio (che silenziosa non era :), a Sestri Levante. Era partito da Varzi il 30 luglio. Potremmo dire che eravamo pochi: Lucia, Giuseppe, Luisa, Lia a cui si sono aggiunte Laura e Tina, ma il numero era perfetto per questa l’esperienza, questo l’ho compreso alla fine.

Sette giorni di cammino: intensi, difficili, emozionanti, nello stesso tempo lievi.

Sette giorni di cammino, di montagne, di solitudini, di silenzi, di amicizia.

Sette giorni di cammino, di creste e cime, di ruscelli e boschi, di frazioni di paesi e memorie di un passato partigiano, di vita difficile sui rilievi infiniti della terra ligure.

Sette giorni di rifugi: colazioni per partire e cene da inventare, trovare, cucinare per chiudere la giornata.

Sette giorni di Nuvole e Sole, Pioggia e Vento, Azzurro, Verde, Marrone nelle loro sfumature e blu immenso immerso nelle stelle.

Sette giorni: 140 kilometri che andavano zigzagando, digragando, giù giù sempre più giù…. fino al Mare.

Sette giorni di tutto, sette giorni di nulla: sette giorni di cammino.

P70714-204233
I ‘Monti Naviganti’ della Malga Zanoni…

Sette giorni ma il viaggio è cominciato due giorni prima… o un anno fa.

Un avventura comincia sognandola. Subito dopo ti impegni a realizzarla. Per questo posso scrivere che questo viaggio è cominciato un anno fa, perché allora è stato piantato il seme… Angelo e Milly, amici che iniziano a gestire la Malga Zanoni (dove siamo passati), Lucia, amica conosciuta da poco, che abita a Sestri Levante (dove siamo stati ospitati prima e dopo il trekking), un libro che illustra un percorso che taglia il Parco Regionale Naturale dell’Aveto e una rivista che racconta della Via del Sale: questi gli ingredienti base del seme, il resto tutto da inventare.

Ad Agosto 2017 (prima di questo blog) il primo sopralluogo dell’intero tragitto, a giugno di quest’anno le ultime esplorazioni, gli ultimi contatti, le ultime tessere. Tutto pronto, allora? Sempre no :), è la risposta! Organizzando un cammino sai da principio che non è mai ‘tutto pronto’, solo quando comincia l’avventura davvero, quando va in scena il tuo progetto quel che avevi sognato diventa definitivamente vero! Perché tante e tante sono le varianti che il destino può decidere di prendere, per questo il numero esiguo dei partecipanti è stato importante, perché ci si muove tutti insieme, ci si aiuta, si pazienta, si intraprende diventando… persone.

Per arrivare alla partenza c’è stato un avvicinamento nei due giorni precedenti. Da Roma siamo arrivati a Montiano, in Maremma, ospiti d’altri amici, un po’ di mare e tranquillità prima del salto in Liguria. Poi ci siamo spostati a Sestri Levante dove una piccola casa ci ha ospitato per la sera e la notte. Incredibile quanto sono calorose le case piccole quando accolgono tante persone… Il lunedì, dopo essere passati per Voghera a prendere la Lia, siamo arrivati a Varzi.

Sistemato gli zaini sulle spalle, allacciati gli scarponi è cominciata l’avventura. Si ha un brivido particolare nel sapere di avere la fiducia delle persone, non le porti sulle spalle (a volte può capitare di avere su i loro zaini….) le porti con te, dove solo tu sai e conosci come arrivarci…. Un brivido è anche la consapevolezza che questo è possibile per loro solo perchè tu hai messo il seme a dimona.

Il primo giorno è stato lungo, a tratti faticoso. L’inclinazione del corpo assunta alla mattina si è fermata solo alla sera, davanti al rifugio del Monte Chiappo, davanti a una birra soddisfatta e uno sguardo di intesa negli occhi che raccontavano… gli ampi sguardi verso l’orizonte tutt’intorno, davano respiro e motivavano il passo. Le creste che si succedevano, i momenti di pausa che si effettuavano avevano il ritmo del nostro fiato. Il primo giorno è particolare ché non sai bene cosa ti aspetta… ti senti fortunato ché l’ombra ha coperto i momenti di Sole pieno e il pomeriggio a colto l’andare sulle vie aperte della cima.

P80730-200848-1 (trascinato).jpg
30 luglio 2018 – Fine giornata: si scede dal Monte Chiappo.

Il piccolo albergo che ci ha ospitato era silenzioso, ci facevano compagnia quattro coppie di anziani che dopo cena si sono messi a giocare a carte uomini e donne, separati.

Dopo la mattina per uscire a prendere aria abbiamo scavalcato una finestra 🙂 non era ancora tempo di aprire le attività per l’albergo, ma per noi era già tempo di aria fresca da respirare.

Il secondo giorno porta al nuovo Rifugio del Monte Antola passando nel verde, tra le rocce, osservando monti a perdita d’occhio, leggendo la storia del L’uomo che voleva vedere il mare, seguendo sentieri partigiani: la storia più recente di quei luoghi.

P80731-172409
31 luglio 2018 – Vista dal MONTE ANTOLA

Il Monte Antola che ci ha visto di notte contare le stelle…

Il terzo giorno c’è stato un bagno di mondanità 🙂 passando per Torriglia, l’unico centro abitato con negozi e caffè, panifici e alimentari, auto e confusione…c’è stato l’incontro con Angela novantenne che dalla finestra ci racconva la storia della bella di Torriglia ritratta nella galleria della porta, del granaio e del castello con i passaggi sotterranei, c’è stato l’incontro con un signore che ci invita a prendere una aranciata fresca a casa sua, dopo che educatamente si era fermato con la macchina per permetterci di scattare una fotografia alla porta Fieschi…

P80801-122926.jpg
1 agosto 2018 – Piazza Fieschi, la porta di Torriglia.

Tutto prima di salire sul Monte Lavagnola, prendere la pioggia, magiare sotto la tenda e imboccare l’Alta Via dei Monti Liguri, che ci portava alti, più alti in Barbagelata al rifugio gestito dalla brontolona 🙂 signora Grazia, a cui dobbiamo un grazie per la cena, la colazione e il mangiare del giorno dopo. Barbagelata con la sua sofferta storia, che l’ha vista pagare duramente la scelta di stare dalla parte giusta.

 

Il quarto giorno il destino ci aveva riservato una sorpresa: un bagno inaspettato in una pozza di cui non si toccava il fondo…

P80802-133229
2 agosto 2018 – L’inattesa piscina sul cammino

Il corto tratto di cammino di questa giornata ci ha permesso di trascorere un tempo più lieve, di arrivare al Rifugio di Ventarola in tempo per evitare la pioggia e farci mangiare a tavola, ci ha dato la possibilità di riposare, recuparare forze e umori, stare un po’ insieme e anche il bello di doversi preparare il cibo, di sentire la disponibilità di tutti, di cogliere le sfumature di ognuno, di gustare il tempo davvero comune…

Il quinto giorno è stato forse il più pesante, ha messo in evidenza la stanchezza, le differenza tra le persone sulla capacità di camminare ancora, sul logorio del corpo, sul bisogno di fermarsi un po’… L’aver strutturato il cammino anche con punti dove era possibile agganciarsi o sganciarsi, prevedendo possibili innesti o dismissioni, ha avuto il suo risultato: arrivare alla Malga Zanoni ha permesso a due persone di fermarsi e scendere a Sestri ad aspettare, riposando di mare :), il nostro arrivo, e ad altre due di unirsi al gruppo che così cambiava, restando lo stesso numero. Ugualmente non è mancata la bellezza di vedere il mare per la prima volta, di sentire l’arrivo vicino anche avendo consapevolezza di non concludere il percorso, di immergersi nel verde che quest’anno era davvero straripante, di finire il giorno in un posto magico, al calore di amici che ti curavano prima col sorriso poi col fare, alla luce di un tramonto sul mare che alleviava qualsiasi stanchezza…

P80803-185109.jpg
3 agosto 2018 – Malga Zanoni nel verde, vista mare…

Il sesto giorno è cominciato presto, ci aspettavano una trentina di kilometri, non sempre facili. Il cantare insieme sul raro pezzo di asfalto che dovevamo fare fino al Passo del Bocco ci ha dato un ché di allegria, di brio che ci ha accompagnato fin sul Monte Zatta, al lasciare l’ombra e scendere scendere scendere ripidi per la nuova Alta Vie Delle Cinque Terre che avevamo di fronte. Sembra strano scrivere scendere quando il cammino è stato un susseguirsi di cima in cima, cresta cresta ma le discese sono state davvero ardite come la canzone di Battisti, impegnative fino ad arrivare ad una carrareccia apparentemente interminabile che portava finalmente al Rifugio Treggin Roccagrande del nostro amico Andrea. Il sollievo di tutti era palpabile, la giornata era stata strepitosamente bella e difficile,; la doccia, gli abiti puliti, la cena in una tavola rotonda che raccontava molto di come ci sentivamo.

P80804-203720
4 agosto 2018 – Tavola apparecchiata al Rifugio Treggin Roccagrande

Stavamo bene, contenti di essere arrivati fini lì dove Sestri e il suo mare apparivano ormai a un passo da noi….

P80804-194559
4 agosto 2018 – Sestri Levante dal Rifugio Treggin Roccagrande

Settimo e ultimo giorno, la distanza da fare non lasciava pensare alla sua difficoltà. C’era la metà dei kilometri da fare rispetto a quasi tutte le tappe, un terzo rispetto al giorno prima ma stavolta era il Sole e il calore di scendere verso quota 0 slm che hanno fatto la differenza. Il monte Treggin con i suoi 850 metri va quasi scalato.

P80805-100010
5 agosto 2018 – Salendo sul Monte Treggin

Subito dopo inizia un percorso senza tracce, difficile perché dimenticato, quindi sporco di natura e sempre più spoglio di alberi e d’ombra fino alla frazione di Villa Tassani dove avevamo una piacevole sosta e un piccolo appuntamento…

P80805-133536.jpg
5 agosto 2018 – L’orto di Henry a Villa Tassani.

Lentamente i passi ci introducevano attraverso un sentiero rinverdito di vernice rossa tra campi e minusole frazioni, sempre in vista del mare, fino alla chiesa di Santa Margherita di Fossa Lupara che segna l’ingresso a Sestri Levante.

P80805-154221
5 agosto 2018 – Sestri Levante, leviamo gli scarponi…

Tolti gli scarponi e gli zaini, lasciato tutto in auto, ci siamo vestiti da mare per arrivare piano piano alla Baia del Silenzio. Il bagno non era dei migliori, ma avevamo diritto e dovere di farcelo dopo sette giorni di cammino, il piacere era tutto lì 🙂

Ci siamo tornati di notte, dopo cena e prima di riposare nella casa di Lucia: ospitale quanto calda :), per avere un po’ di quella bellezza che rende suggestivo il luogo…

P80805-221752

P80805-222300
5 agosto 2018 – Baia del Silenzio, Sestri Levante.

L’esperienza è finita, il giorno dopo siamo ritornati tutti alle proprie realtà. Ognuno ha portato con sé un pezzo di questo Tempo, l’augurio è che lenisca ricordandolo il fare quotidiano sempre troppo convulso…. 🙂

Grazie a Lia, Luisa, Giuseppe, Lucia e Laura, Tina per la fiducia nel lasciarsi condurre…

🙂

 

p.s. ho scritto tempo fa su facebook che quello che propongo non è una semplice esperienza limitata al camminare, quel che ho scritto vuole avere il senso di raccontare che tutto ciò che mi ruota intorno è messo in gioco, con semplicità e affetto, per il piacere di tutti, me per primo 🙂

 

 

Annunci

Un pensiero riguardo “Il ‘primo’ cammino delle Alte Vie…

  1. Sette giorni di cammino in ottima compagnia e con una guida sempre molto attenta alle esigenze di ciascuno. Il clima ci ha messi alla prova. I posti sono molto belli e poco abitati. Pace e silenzio. Guardando le foto ho nostalgia dei compagni, dei luoghi e del clima del gruppo.Grazie mille Pietro per averci resa possibile questa avventura. lia

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...