29 e 30 Dicembre 2107 Due giorni, due storie: Monte Gennaro, Monte Pellecchia.

Andando sul terrazza del Gianicolo, a Roma, un giorno di dicembre, avevo guardato la città sotto ai miei occhi, appariva enorme, eppure piccola al cospetto delle montagne che la contornavano.

La voglia di finire l’anno come era cominciato, camminando, restava. Anche se il brutto tempo e la disponibilità degli amici assai limitata aveva minato la possibilità di un cammino itinerante.

Così guardando i monti di fronte mi son detto vado lì….

Due giorni uno accanto all’altro. Montagne, neve, silenzio, passi, cime, croci…. Tutto apparentemente uguale, vicino eppure tutto così diverso.

Uno aveva il Sole che faceva scintillare la natura, la dimensione di apertura si respirava…

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Il secondo il soffitto basso di nuvole ti attaccava alla Terra…

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In uno camminavi tra faggi poderosi, abitanti secolari di quei luoghi. Camminavi ‘dentro’ per boschi, prati, pratoni…

 

Nell’altro si arrivava presto alla vista del paesaggio, poi cima, croce, cresta, altra cima, altra croce…

 

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Sul Gennaro un cavallino da aiutare ad alzarsi da una brutta caduta… sul Pizzuto i resti di un aereo che mai prenderanno il volo…

Eravamo in pochi a camminarci ‘dentro e fuori’ quei monti. Riconoscevamo l’uno nell’altro lo stesso stupore, lo stesso piacere di essere lì in quel momento, Sole o nuvole che sia. La meraviglia non cambiava nei visi di chi già conosceva quei posti e chi invece era la prima volta che li scopriva.

Due anelli, quasi due fedi nunziali dei monti Lucretili.

Devono essere posti incantati in tutte le stagioni….

L’anno nuovo è cominciato, ci torneremo.

Le briciole del Gennaro da seguire…

E quelle del Pellecchia.

 

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Piedi sulla Terra 2017

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Campostoso, Argentario, Isola del Giglio, Rifugio Sebastiani (AQ), Berlino/Copenhagen, Celleno, Calabria/Aspromonte, Sabina/Cottanello-Fara Sabina, Marsia, Rifugio Cesa Volpe, Terminillo, Genova, Molise/Piedimonte Matese-Altilia, Capua, Liguria/Sestri Levante, Prato Sopra La Croce, Ventarola, Barbagelata, Monte Antola, Varzi, Catillo, Lazio/Subiaco-Collepardo, Francigena/Vetralla – San Polo dei Cavalieri/Gennaro, Pellecchia, Castell’Azzara, Palestrina-Roiate-Bellegra-Subiaco, Foreste Casentinesi, etc. etc. …

Ho capito perché durante l’anno mi sono spesso ritrovato a fotografare i piedi e la Terra su cui camminavo.

Terra. Coltivata, ghiacciata,  ricoperta d’acqua o di neve o di sassi, oppure di foglie, di ghiande, di morbido prato, lastricata di sanpietrini, polverosa da annerirti i piedi nei calzari…

Terra per me significa persone, significa storie.

Terra significa percorso, cammino. Significa vita.

La vita in questo 2017 è stata generosa con me. Ho potuto viaggiare. Imparare. Conoscere molte nuove persone. Imparato a chiudere porte e aprirene altre.

Grato di tutta questa ricchezza mi preparo a vivere il nuovo anno, giusto che domani comincia, ma non prima… non prima di aver ringraziato tutte le persone che per un attimo o più mi hanno dato la possibilità di sorridere, comprendere, crescere.

Grazie.

Buon anno a voi.

🙂

p.s. Facile che sono caduto nel ‘lacrimevole’ o nel ‘banale’…. abbiate pazienza e siate benevoli chè auguri pubblici a più persone non mi era mai capitato di fare. Avevo solo piacere di condividere un pensiero con tutte le persone che hanno partecipato al mio Tempo.

Anche questo, forse, vuol dire crescere…