Programma Iniziative

Esperienze in città, su richiesta

Ospitalità a Roma

Andare in Montagna con un amico…

Il suo nome è Santino, è un mio amico.

Qualche tempo fa mi ha proposto di accompagnarlo in Montagna, su una delle sue Montagne. Non c’è stato bisogno di pensarci.

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Novembre 2018 – Verso il Crepacuore…

Siamo saliti presto sul Crepacuore, da Campo Catino, per noi palcoscenico di una giornata di conversazione in parole e silenzi sulla Vita semplice che invece troppo spesso ci complichiamo.

Camminando lentamente un passo davanti al mio mi mostrava l’amore tantrico tra una pianta e una pietra, la ricordavava lì dall’ultima volta che c’era passato.

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Novembre 2018 – Amore Tantrico

Si fermava ogni tanto a prendere dei sassi, che si rivelavano dei fossili, preistorici abitanti del mare di un passato infinitamente lontano, li spiegava, li raccontava, si emozionava.

Si metteva a guardare l’orizzone, ti indicava e nominava quello che vedevi, e poi quello che non vedevi: Laggiù in quella direzione c’è il mare, e le isole Pontine…

Camminando rendeva al mio esistere un’armonia che sembrava dimenticata, lo dimensionava nel rapporto con il Creato, col Tempo levandogli quella patina ossidante che è il prendersi troppo sul serio

Mi indicava una tana, una pianta o un frutto, mi faceva cenno di avvicinarmi e odorare il profumo di un vecchio legno di ginepro che aveva spezzato. Mi chiedeva di sistemargli nello zaino le pietre che andava raccogliendo con curiosità e interesse, per aggiungerle alla sua collezione tanto privata quanto di tutti.

La Vita si faceva leggera, come il passo che andava senza fiatone né sudore.

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Novembre 2018 – Uno sguardo su Pizzo Deta.

La cima con la sua croce sopra era solo un punto di passaggio, non di arrivo, non rilevante. C’era e faceva parte di quel luogo, tutto qui. Senza nessuna enfasi. Come il Budda che aveva deciso di riporre a vegliare in una piccola crepa del Monte Viglio, ma  poi quando lo ha portato su l’ha trovata già occupata da una madonnina che altri avevano sistemato lì. C’era Lei e andava bene anche così. Il Budda è tornato nel suo giardino e veglia tutti da lì.

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Novembre 2018 – Orizzonti….

I tratti di silenzio che si sono susseguiti al ritorno, sempre più lunghi, avevano l’intesità di una conversazione su di un altro piano, più  intimo, più intenso ché le parole avrebbero distorto.

Non siamo stati mai soli, seppur a tratti registravamo distanze nei pensieri, sul sentiero, nelle attese dell’altro che andava più piano.

Così il cammino di quel giorno.

Un filo invisibile e antico come il mondo ci legava l’uno all’altro, e noi all’ambiente attorno. In questo stato ti vedevi piccolo al confronto, lo stesso sentivi un’armonia unica in cui comprendevi di essere al tuo posto.

Il ritorno a casa in auto , la notte ha parlato solo il silenzio. Non c’era nulla più da aggiungere a quello stato di grazia.

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Novembre 2018 – Santino e le sue Montagne.

 

Tracce GPS del percorso

 

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29 e 30 Dicembre 2107 Due giorni, due storie: Monte Gennaro, Monte Pellecchia.

Andando sul terrazza del Gianicolo, a Roma, un giorno di dicembre, avevo guardato la città sotto ai miei occhi, appariva enorme, eppure piccola al cospetto delle montagne che la contornavano.

La voglia di finire l’anno come era cominciato, camminando, restava. Anche se il brutto tempo e la disponibilità degli amici assai limitata aveva minato la possibilità di un cammino itinerante.

Così guardando i monti di fronte mi son detto vado lì….

Due giorni uno accanto all’altro. Montagne, neve, silenzio, passi, cime, croci…. Tutto apparentemente uguale, vicino eppure tutto così diverso.

Uno aveva il Sole che faceva scintillare la natura, la dimensione di apertura si respirava…

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Il secondo il soffitto basso di nuvole ti attaccava alla Terra…

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In uno camminavi tra faggi poderosi, abitanti secolari di quei luoghi. Camminavi ‘dentro’ per boschi, prati, pratoni…

 

Nell’altro si arrivava presto alla vista del paesaggio, poi cima, croce, cresta, altra cima, altra croce…

 

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Sul Gennaro un cavallino da aiutare ad alzarsi da una brutta caduta… sul Pizzuto i resti di un aereo che mai prenderanno il volo…

Eravamo in pochi a camminarci ‘dentro e fuori’ quei monti. Riconoscevamo l’uno nell’altro lo stesso stupore, lo stesso piacere di essere lì in quel momento, Sole o nuvole che sia. La meraviglia non cambiava nei visi di chi già conosceva quei posti e chi invece era la prima volta che li scopriva.

Due anelli, quasi due fedi nunziali dei monti Lucretili.

Devono essere posti incantati in tutte le stagioni….

L’anno nuovo è cominciato, ci torneremo.

Tracce GPS Monte Gennaro

Tracce GPS Monte Pellecchia.

 

8-10 Dicembre 2017 Cammino d’Inverno, sulla strada per Cassino.

Cammino di Benedetto, Norcia – Cassino. Siamo al terzo appuntamento.

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Verso l’Arco di Trevi…

Dopo aver percorso Norcia-Rieti, da qui a Mandela, questa volta partiamo da Subiaco per arrivare a Collepardo, avvicinandoci alla conclusione: Cassino, la prossima ultima tappa.

La traccia ufficiale del cammino l’ho usata, come sempre, come indicazione, come canovaccio del percorso su cui ho costruito, studiando mappe e facendo sopralluoghi, questo cammino d’inverno più rispondente ai miei desideri di natura, tranquillità e bellezza. In questo caso mi è stato di aiuto il cammino delle abbazie che il CAI ha tracciato da tempo, che collega Subiaco a Cassino su sentieri e strade bianche. Dai due, aggiungendo altre tracce ‘scoperte’ sul luogo, è venuta fuora fuori la via seguita in questi giorni.

Superando i condizionamenti del meteo, che prometteva tempaccio, non ascoltando il richiamo a comodità e sicurezze che come sirene hanno provato a trattenerci siamo riusciti ad uscire di casa perché altri amici si sono aggiunti.

Tutto è differente e differentemente bello a seconda delle stagioni in cui ci si mette in cammino. Dopo le tonalità di verde della Primavera, dopo le calde sfumature d’Autunno, oggi, in questo cammino d’inverno, sono i toni di grigio a contornare il nostro viaggio.

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Sulla strada per Guarcino

Ora c’è freddo. Gli abbeveratoi hanno lastre ghiacciate in superficie, immobili al vento. Il ghiaccio stride e si frantuma sotto i nostri piedi ché non v’è pozza che non ne sia ricolma. Ora l’acqua dei ruscelli riempie i letti già scavati, scorre sotto il ghiaccio, forma ghiaccioli sotto le piante e nei dirupi dove passa e goccia, disegnando il paesaggio con temporanee sculture.

Ora c’è il vento che fa danzare la neve nei mulinelli. Pioggia e grandine in piccoli chicchi che martellano campi e alberi nudi.

Ora c’è il silenzio triste dei paesi, dove le case hanno lo stesso colore del cielo. Si rimanda il parlare ad altre stagioni, il cammino d’inverno vuole che si guardi a terra, testa china per proteggersi dal cielo che cade.

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Tormenta di neve sui nostri passi

Dai primi passi ci accorgiamo che questa stagione permette un altro modo di accostarsi alla Terra, sentirla e così riconoscere la propria fragilità. Subito siamo entrati nei secoli delle monasteri millenari e la temperatura di quei luoghi antichi apriva pori di attenzione, generando stupore: dipinti, colori, espressioni, scritte e poi l’amico Santino, natio di quelle terre che con naturalezza te le rende familiari nei racconti, nelle storie. Ci si perde nei tanti strati del Sacro Speco in cui si va a ritroso nel tempo, scendendo di livello come di secoli, trovando risposte semplici alle complicazioni umane.

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Sacro Speco, il sacro e il profano

Non abbiamo percezione di perdita di continuità nella bellezza, il linguaggio del chiuso delle chiese è lo stesso che ha la natura al di fuori. Si crea un’empatia profonda con chi ti cammina accanto, tra noi e il mondo intorno ché l’ascolto si fa più attento sia alle parole che ai silenzi.

Di qui tutto è un lieve stupirsi.

Di qui è tutta una sequenza di fotogammi.

Una suora di novanta primavere che dopo aver girato il mondo è tornata a due passi da casa per chiudere un’esistenza di servizio,  che ti sorride di un sorriso bambino quando ci racconta che tra i tanti ospiti del cammino c’é stato un asinello che le ha ricordato la ‘sua’ asina Agostinella di prima della guerra.

Un ragazzo di nome Pietro che si è fermato a salutarci per la strada: pellegrini…? Anche io…, due parole e lo ritrovi intorno al tavolo della cena, che è passato a salutarti, con un sorriso e un’energia che non possono non sorprenderci per il suo vivere su di una sedia a rotelle senza limiti se non quelle che si da.

Laura, amica del cammino, che crede questo possa essere una nuova primavera per il suo paese, la sua vita, e si impegna a mettere su rete e presenza e ospitalità per chi arriva in qualsiasi stagione a Trevi nel Lazio. Di suo fratello più giovane che ha investito il futuro nell’acquisto di tre mucche da latte austriache per fare formaggi.

Un guardia parco che con la stessa normalità ti dice del suo liquore di vino rosso e foglie di visciolo e della rabbia nel vedere molestata la sua terra da incompetenti e profittatori; ti racconta dei tesori che ci circondano, del lavoro per conservarli, curarli garantendogli un domani. Della sua compagna che ti offre la sua cucina, ispirata al senso dell’ospitalità, alla tradizione di luoghi e al gusto per le buone cose.

Un signore che ci oltrepassa con l’auto sotto la pioggia, poi si ferma ci aspetta…: ma dove andate con questo tempo? Se volete vi porto al bivio qui sotto…

Dei bar dove ci si mescola alle tante persone che giocano a carte da ieri, da sempre dove ti scaldi con qualcosa da bere e dolcetti tradizionali da dividere con tutti.

Ci scaldiamo nel condividere i pasti, i rari raggi di sole, il caffè della moka che esce silenzioso, delle parole che ci si scambia, della stanza comune dove tutti si dorme, si sogna, si russa… Ci scaldiamo nel riconoscere l’orgoglioso sorriso di chi vive in questi borghi, ti vede passare, ti riconosce.

Tutto questo rimane con te.

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Moka da uno

 

Avevo avuto modo già nei sopralluoghi  di sorprendermi della bellezza di questa Terra, di questi paesi antichi e silenziosi, di queste acque la cui linea è via, il suono sottofondo ai passi, le cadute verticali fascino per gli occhi… il cammino comune ne amplifica l’intensità.

Per tutto questo il cammino d’inverno è forse il più caldo di tutte le stagioni.

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A un passo da Trisulti

Tornanto dal cammino ho dovuto mettermi subito in viaggio verso nord. La pioggia e il vento erano padroni dell’aria e nell’abitacolo dell’auto mi sentivo al sicuro, estraneo spettatore degli elementi. Protetto, al caldo, asciutto nei vestiti guardavo oltre i vetri. Un pensiero si fa strada…. eppure preferirei camminarci dentro, come ieri, viverli addosso, fiducioso nel mio andare.

 

p.s. Un grazie a Milly e Angelo attenti ascoltatori di storie.

Nota: volendo seguire le briciole lasciate…

Tracce GPS Subiaco-Trevi nel Lazio

Tracce GPS Trevi nel Lazio-Guarcino

Tracce GPS Guarcino-Trisulti-Collepardo

 

 

11Novembre2017 Sopralluogo sul Costone del rifugio Sebastiani (AQ)

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Sulla cresta del Costone, verso il Rifugio Sebastiani

Un sabato di sopralluogo con l’associazione A.P.E. Roma vuol dire farsi un regalo.

Togliersi i panni della ‘guida’, del ‘responsabile’ ogni tanto fa bene, sono panni che hai indosso quasi sempre per carattere e ruolo ma capita a volte di avere l’occasione di accodarsi a qualcuno, di lasciare ad altri questo compito e allora il tuo andare ritorna un po’ a quella leggerezza che avevi un tempo. E’ una condizione davvero piacevole abbassare il livello di guardia al minimo e lasciarsi andare a tutte le sensazioni che quei passi affidati ti portano ai sensi attenti solo a bellezza e meraviglia.

Respiri a fondo un’aria sempre più fresca, ti ritrovi a mettere insieme ricordi di altri tempi in cui la neve era compagna di giochi o di altre avventure, sorridi anzi ti scopri a sorridere…

Ti accorgi che intorno c’è molto di più del solito, ti sei donato la possibilità di ampliare l’orizzonte della curiosità, perchè hai tempo di darle retta, così ti accorgi di piccole cose su cui fantastichi….

Orme…

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Fili di neve e d’erba…

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Nel silenzio dei passi segui la fila, sei l’ultimo, avevi dimenticato com’è vedere tutto dal fondo.

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Lanci uno sguardo dentro l’orrido…

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Ti perdi nelle nuvole, ti viene la voglia di fermarti lì, chiudere gli occhi e respirare piano.

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Arrivi a vedere le ombre delle montagne sulle montagne, che non hai mai guardato l’orologio per tutto il giorno.

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Sul ritorno lanci un ultimo sguardo indietro, saluti il giorno che ti lasci alle spalle e ringrazi.

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E’ stata una bella giornata, mi rendo conto della fortuna di aver ricevuto una giornata così in dono.

P.s. non ho potuto fare a meno di tracciare il percorso, e di seguire Rete Radio Montana due ‘attenzioni’ che non si possono abbandonare, di qui le tracce…

Tracce GPS