Ricomincio da tre!

Foto Pietro Giuliati al Rifugio Ventarola (GE)
Capita così, sorridere ed essere lievi… Rifugio Ventarola, Agosto 2017

” – Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto… e poi me ne vaco, Rafe’, nun ce ‘a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!
– Da zero!
– Eh?
– Da zero! Ricominci da zero!
– Nossignore, ricomincio da… cioè, tre cose me so’ riuscite dint’ ‘a vita, pecché aggia perdere pure chelle, che aggia ricomincia’ da zero?! Da tre!

(Dialogo tre Lello Arena e Massimo Troisi in Ricomincio da tre.)

Pane. Passi. Parole: “tre cose me so’ riuscite dint’ ‘a vita”.

Ne ho fatto un marchio (un brand suonerebbe meglio), per simbolo ha tre chiavi a forma di P.

Parto da loro per raccontare il mio ‘fare’. Sono quel che è rimasto a galla: relelitte e superstiti di una Vita precedente. Non c’è stato naufragio, semplicemente è venuto un momento in cui fatti due conti sul ‘peso dello zaino’ ho trovato molte cose che non aveva più senso portarsi dietro, tante, tante davvero. Le ho tolte e lasciate lì, sul sentiero ché di loro bastavano i ricordi. Così in seguito mi sono ritrovato leggero ad andare con questi tre elementi archetipi, semi fertili di questa nuova fase (ultima ?) della Vita.

Potrebbe sorprendere sapere che la pratica di queste tre parole è comunque recente, come se fossero rimaste nascoste dentro per tanto tempo, solo da poco me le sono ‘scoperte’, le ho ‘ascoltate’.

Dal PANE, meglio dal fare il pane quotidiano, è nata una cura e una costanza per le cose che pensavo non mi appartenesse. Ormai sono diversi anni che rigenero una pasta madre sempre diversa e sempre uguale, a cui mi sembra di assomigliare.

Dai PASSI sono nati percorsi e relazioni e affetti e immagini e suoni e sogni e… tutto quel che mi ruota attorno ora. E’ cominciata a Parigi questa avventura, oltrepassando un ponte pedonale, con lo zaino e col desiderio di andare a incontrare l’Atlantico, sul cammino per Santiago: avevo un appuntamento con l’Oceano. Oggi faccio la guida per cammini che costruisco, prima studiando, esplorando, perdendomici poi, quando mi ritrovo, invito le persone a venir con me. Curva dopo curva, montagna dopo montagna, l’infinito mondo a cui andare incontro avendo con te solo curiosità, stupore, meraviglia, incanto e un sorriso per la fatica.

Infine le PAROLE…. leggerle, ascoltarle, scriverle, condividerle perchè il mondo diventa più grande quando c’è una storia che viene raccontata, diceva qualcuno. Questo è un dono che mi ha fatto chi ha visto dentro di me, meglio di me. Andando per scuole e biblioteche e piazze portavo con me le storie che poi avrei donato agli altri, mondi fantastici, emozioni da comprendere, avventure da vivere, ostacoli da superare, limiti da accettare…. Oggi le porto con me nei mei cammini personali e collettivi, chiedo sempre di mettere nello zaino un libro che come il cibo possa essere condiviso.

Ecco, è così, più o meno…

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…altre volte di camminare tra le nebbie. Malga Zanoni, Luglio 2017

Infine un cambio di rotta sul modo di pensare l’economia…

PanePassiParole accoglie l’idea dell’ ECONOMIA del DONO.

Per alcune iniziative ‘professionali’ indico una cifra di riferimento che vuole essere un ‘suggerimento’ per la considerazione di quel che è il lavoro svolto/offerto.

Partecipando ognuno può quindi valutare se e quanto dare in base ai parametri che preferisce considerare: gradimento, interesse, efficacia, personali disponibilità economiche, etc. etc.

Questo tipo di economia è quella che risponde di più alla mia idea del rapporto tra le persone, il lavoro e il denaro.

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