Auguri 2019

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Piedi sulla Terra 2017

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Campostoso, Argentario, Isola del Giglio, Rifugio Sebastiani (AQ), Berlino/Copenhagen, Celleno, Calabria/Aspromonte, Sabina/Cottanello-Fara Sabina, Marsia, Rifugio Cesa Volpe, Terminillo, Genova, Molise/Piedimonte Matese-Altilia, Capua, Liguria/Sestri Levante, Prato Sopra La Croce, Ventarola, Barbagelata, Monte Antola, Varzi, Catillo, Lazio/Subiaco-Collepardo, Francigena/Vetralla – San Polo dei Cavalieri/Gennaro, Pellecchia, Castell’Azzara, Palestrina-Roiate-Bellegra-Subiaco, Foreste Casentinesi, etc. etc. …

Ho capito perché durante l’anno mi sono spesso ritrovato a fotografare i piedi e la Terra su cui camminavo.

Terra. Coltivata, ghiacciata,  ricoperta d’acqua o di neve o di sassi, oppure di foglie, di ghiande, di morbido prato, lastricata di sanpietrini, polverosa da annerirti i piedi nei calzari…

Terra per me significa persone, significa storie.

Terra significa percorso, cammino. Significa vita.

La vita in questo 2017 è stata generosa con me. Ho potuto viaggiare. Imparare. Conoscere molte nuove persone. Imparato a chiudere porte e aprirene altre.

Grato di tutta questa ricchezza mi preparo a vivere il nuovo anno, giusto che domani comincia, ma non prima… non prima di aver ringraziato tutte le persone che per un attimo o più mi hanno dato la possibilità di sorridere, comprendere, crescere.

Grazie.

Buon anno a voi.

🙂

p.s. Facile che sono caduto nel ‘lacrimevole’ o nel ‘banale’…. abbiate pazienza e siate benevoli chè auguri pubblici a più persone non mi era mai capitato di fare. Avevo solo piacere di condividere un pensiero con tutte le persone che hanno partecipato al mio Tempo.

Anche questo, forse, vuol dire crescere…

 

 

 

…conversando in auto, così è nato questo blog.

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Dall’isola….

Si tornava dall’Isola del Giglio, avevamo camminato per le sue mulattiere, i suoi sentieri, le pinete, le terrazze abbandonate e quelle coltivate a vite; avevamo assaporato tutti i colori che il mare intorno ci aveva offerto e serenamente eravamo sulla strada del ritorno, in tre, in auto.

Riprendendo alcuni discorsi dei giorni addietro ho chiesto del senso di avere un blog, della sua forma, del possibile utilizzo, di quanto avrebbe ‘invaso’ e modificato la vita…

Le parole che ho ascoltato da chi ne sapeva più di me sono state convincenti chè venivano da persone di cui avevo fiducia e affetto, riscoprivo come sempre chè non bisogna avere paura di quel che non si conosce bisogna avvicinarsi, annusare, comprendere e renderlo per noi, espressione di quel che siamo, di come siamo liberamente…

Così qui troverete storie, parole, idee del mio fare con le mani, con la testa e con i piedi tanto per darvi un’idea su quel che potete aspettarvi da una persona come me, del senso di PanePassiParole, di alcune facce che ha questa pietra grezza, di quanto profondo sia il suo spessore…

Auguri.