4-5 giugno Salento – Palermo passando per l’Aspromonte…

Il passaggio da una terra all’altra, ad un’altra ancora (tre Terre, tutte legate dalla storia della Grecia antica) è legato ad affetti incontrati sul cammino e curati nel tempo seguito.

Cosimo, amico marinaio di Brindisi, mi ha ospitato a casa sua, dopo una cena nel porto della città e il passaggio a Taranto dove le nostre strade si sarebbero divise.

P80604-201757

Rosetta 🙂 mi ha dato riparo e cibo e serenità e riposo nel suo paese a Bova. L’ho incontrata in un cammino in Aspromonte nel novembre scorso, lei venuta da casa ad unirsi a noi camminanti mentre si era ospiti di quella terra. Ricordo di averla conosciuta fuori dal museo di Bova, dopo il buongiorno, saputo che era del luogo gli ho chiesto: allora puoi farci tu da guida…. ? Aveva una maglia a righe larghe e un sorriso semplice che accoglieva vedendolo. Mi è venuta a prendere alla stazione e il giorno dopo mi ha riportato, con un ritardo dovuto alla conversazione che non si fermava, al porto di Reggio di Calabria, per aliscafo verso la Sicilia.

P80605-055939

P80605-081309

Giovanna: ‘sono quella ai capelli dritti’, mi ha scritto quando mi sono identificato come ‘quello con lo zaino’ lei mi aspettava con la sua bici alla stazione di Palermo. Neanche a dirlo l’ho vista due volte nella mia vita, ambedue si camminava. Indovinate dove? In Salento nel 2015 e in Aspromonte nel 2017, ci sarà qualcosa che agisce oltre il nostro pensiero/desiderio?

P80605-173704

Lei mi ha dedicato il breve tempo sottratto alla impegnativa e felice organizzazione del matrimonio della sorella, mi ha portato al suo B&B ‘La terrazza sui Normanni’ attraverso la vecchia città, poi si è palesata la sera per un giro di vie e chiacchiere e impressioni e emozioni, una birra al porto meno liquida e dorata delle parole scambiate, una cena in un piccolo locale dove la pasta si mangia al dente: perchè sì, ci ha detto il cuoco 🙂 e il ritorno a piedi fino ai Normanni dove riprendeva i capelli dritti verso la felicità familiare.

P80605-164731

E’ stato in quel momento che, solo, ho fatto ancora due passi nella notte palermitana. Ho preso coscienza dell’avventura che mi aspettava il giorno dopo e salutato mentalmente tutte le persone incontrate che mi hanno portato e aiutato ad arrivare fin lì.

P80605-191724

Il giorno dopo, alle 6:30, cominciavo a camminare verso…

Continua…

 

p.s. il camminare è una condizione che permette di stare in sintonia con il resto dell’universo mondo, se lo fai con attenzione ti mostra quel che è differenza: gli esseri umani che incontri… Se oltre ad aprirti, accentandoli, ne curi il sentirSi…. si propaga infinitamente un’idea di amore che puo avvolgere tutti, in bellezza.

21/26 novembre 2017 Compagni di cammino: viaggio in Aspromonte.

p71124-162502.jpg
22 Novembre 2017  …tornando a Bova.

Aspromonte… un nome legato dalla televisione ai criminali, alla durezza e ostilità delle persone che lo abitano, alla loro inaccessibilità.

Ho buttato da tempo il televisore e sono andato a camminare, questa volta proprio lì, in Aspromonte.

L’invito era della Compagnia dei cammini , alla quarta o quinta edizione di quella bella iniziativa chiamata Compagni di cammino . Avevo camminato con loro in Salento, nel 2015, ora per diverse ragioni e con qualche ruga in più mi sono rimesso in cammino, accettando l’invito.

Il viaggio da Roma è stato lungo, in auto il tempo e il paesaggio scorrono veloci senza lasciar traccia. Siamo arrivati a Bova che stava imbrunendo, non si capiva bene dove si era…. terra lontana… mare… buio. Così mi sono affidato senza timore, mi sono ritrovato a scendere le scale del paese, che nello scuro della notte sembrava un labirinto, con Danilo, che veniva da Lodi, e Giuseppe, che invece è di Caccamo, io tra di loro, geograficamente e umanamente. Un’Italia che si ritrova e si riconosce in altra Italia, ancora da scoprire.

La serata è stata un susseguirsi di emozioni senza fine: visi nuovi sorridenti, volti conosciuti e riconosciuti, musica che coinvolge, vino che scalda il ridere e l’allegria, parole dal palco che fanno riflettere, cibo che profuma l’aria e soddisfa gli appetiti e poi ancora musica di strumenti vecchi suonati da giovani che ti invitano a ballare, l’ambiente avvolge tutti in un abbraccio pieno di calore.

Aspro… Monte? Davvero???

Un vortice di emozioni che ti deposita sul letto senza che hai compreso nulla, comprendendo tutto.

Il giorno dopo e quello dopo ancora e quello che seguirà, fino all’ultimo avremo da quella terra e dai suoi abitanti leggerezza e luce, calore e accoglienza, sorrisi e storie…

Quei giorni li ho voluti vivere dalle loro albe, alzandomi presto per passi solitari e silenziosi che mi rimettevano agli altri, tutti insieme per la colazione e poi via! a vivere quel tempo scandito senza programma apparente, senza orologio da guardare, senza bisogni da soddisfare, senza pensieri…

Si cammina, si sta insieme, si ascolta, si mangia, si racconta, ci si meraviglia, si ride, ci si emoziona, si piange, ci si stupisce, si accoglie e si viene accolti…. si vive il cammino.

La sera è sempre tempo di calore e festa, musica cibo amici… colori dalle molteplici sfumature.

Così non ci si accorge che è Tempo anche quello, Tempo che scivola via….

E ci si ritrova, l’ultimo giorno, a far colazione prima della partenza nella cucina dell’ Ostello di Pentedattilo , offeso dalla stupidità, a mettere su il caffè, far bollire l’acqua, condividere il pane di ieri. Qualcuno è gia andato via, la cucina però è piena e tutti abbiamo voglia di starci, di abbracciarci ancora e ancora…

E’ l’ultimo brandello di cammino, è l’ultima condivisione di questo viaggio, tutti sappiamo di dover tornare, tutti sappiamo che torneremo.

Il ritorno in auto è lungo a volte solitario, ti permette però di andare a ritroso sul pensiero, sovrapponi le immagini di quella Terra con i volti di chi hai conosciuto: Rosetta, Andrea, Nanni, Cristina, Giovanna, Roberta, Tina, Gabriella, Turiana, Danilo, Elide, Giuseppe, Marco, Giampiero, Ugo, Stefania, Katia, Sabina, Marina… altri nomi che non ricordi, i ragazzi che ci hanno accompagnato, le persone che abbiamo incontrato… Ti accorgi che tutti hanno le stesse rughe lievi e dure che ha la Terra di Aspromonte. Tutte hanno una dolcezza e un’intimità negli occhi che l’Aspromonte ti dona quando vedi il Sole sorgere e tramontare su di lui. Tutti hanno la stessa umanità con cui l’Aspromonte ti accoglie.

Arrivederci.

Se vuoi seguire le briciole:

Tracce GPS del primo giorno… del secondo giorno… del terzo… del quarto.

Contatti in Aspromonte, area Grecanica: Naturaliter e Andrea Laurenzano