3 Febbraio 2019 – Di giardino in giardino, di storia in storia…

Comincia con un dono la nostra giornata:

P90204-161710
Le ultime due ciambelline al vino dentro il barattolo di vetro…

Ciambelline al vino in due sacchetti separati, per le due case e le persone che ospitano: per la colazione a casa mia e per il pranzo in casa di Paola a fine cammino. Questo il primo pensiero di chi non sapeva neanche se avrebbe partecipato ché il meteo… ché forse è stata annullata l’iniziativa… ma che faccio suono al citofono, sveglierò qualcuno?

Già la colazione davanti alle finestre della veranda doveva far capire come sarebbe trascorsa la giornata. Seppur appena conosciute le persone convenute non si alzavano più dalla sedia, ché si stava davvero bene a mangiare e chiacchierare!

Il giorno poi una volta usciti è stato senza orologio né cellulare (Ops! dimenticato 😉 dove le poche persone si accompagnavano con passi di stupore: ma questo giardino è… quello ‘ritrovato’ all’interno di Palazzo Venezia, con le parole delle letture, testi brevi due volte ripetuti ad alta voce per farli scivolare dentro dopo che avevano accarezzato la curiosità della superficie, delle conversazioni su Roma, sul coraggio di uscire, di mettersi in gioco, sulla fiducia che ti porta a raccontare i sogni difficili che ti accompagnano la notte, sul prendere un caffè e un dolce siciliano in un momento in cui la pioggia si faceva sentire: Non conoscevi questo posto? 🙂

Sul secondo dono che è stato il portare un brano da leggere agli altri convenuti, sconosciuti… scritto a mano su di un foglio…

P90204-165829

L’argomento era l’amore nella sua accezione più ampia, dai molti risvolti. Così siamo stati giudati di giardino in giardino dalle storie di questo libro:

Nove storie sull'amore

E dal piacere di stare insieme.

Il tempo è scorso come sabbia nella clessidra, senza rumore… così siamo arrivati tardi al pranzo da Paola 🙂 saltando anche alcuni stop di lettura/giardino previsti. Così vanno le cose con i miei programmi cambiano col cambiare della giornata, delle persone.

Ma non se ne aveva abbastanza di quella leggerezza che anche il pranzo si è allungato nel cibo e nelle conversazioni neanche fossimo ad un matrimonio. Solo alle 17:30 altri impegni ci portavano da alzarci e salutarci rompendo le righe con un arrivederci!

 

p.s. mi interrogo spesso, nei momenti di dubbio e di difficoltà, se portare avanti iniziative con poche persone, ché in fondo c’è un’idea di lavoro, di guadagno, poi alla fine mi accorgo sempre che un numero piccolo ha in sé una ricchezza, un plus-valore che mi meraviglia ogni volta, lasciandomi ricco oltre la sempre viva generosità che le persone mostrano.