Le Ragazze dell’Argentario…

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Tramonto dalla casa sul mare….

Mi è capitato di portare molte persone a camminare, ma sul Monte Argentario è stata la prima volta che accompagnavo solo un piccolo gruppo di donne amiche tra loro già da tempo.

Già dalla prenotazione c’era un’aria diversa: parlavi/scrivevi/comunicavi con una e lo facevi con tutte. Una sorta di fiducia nella decisione di una sola per tutte quante.

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L’Isola Rossa in un passaggio di cammino.

Loro “Le ragazze dell’Argentario” sono  così venute insieme (Alessandra con un abbigliamento di chi è stata ‘rapita’ all’uscita dal lavoro :), sono venute allegre, interessate, curiose e fiduciose in quel che una di loro aveva raccontato della piccola esperienza avuta con me sui monti della Laga, lo scorso anno, mentre aiutavo nell’accompagnamento del numeroso gruppo di LibroTrekking.

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Verso Capo d’Omo

La socialità insita nella scelta di alloggiare in una casa come vecchi amici ha avuto il merito di legare gli animi oltre la semplice condivisione del cammino.

Ognuna tolti i panni della città si è messa a disposizione, ognuna interessata di quel che Paola andava preparando, ognuna partecipe con la propria esperienza in fatto di cucina come del vivere, ognuna per sè e per tutti.

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Bellezza e Meraviglia.

Scrivo questo per dare un’idea di quel che è stato il camminare, il mangiare all’aperto, lo stare davanti al fuoco con le parole semplici delle letture e delle storie che ognuna raccontava, discuteva, il condividere scenari di incredibile bellezza: di mare orizzonti tramonti…

Il libro scelto: Mi sa che fuori è primavera, di Concita De Gregorio ha sollevato delicatamente alcune questioni personali che ognuna ha avuto il coraggio tranquillo di non celare ma di rivelare a Paola, a me sconosciuti.

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Luce e Calore dopo il tramonto…

Così ognuno si è mostrato per quel che è davvero (o nella sua parte più vera), ognuno con le proprie debolezze, con la propria bellezza, ognuno capace di far sentire l’altro uguale e accolto. Donne che oltre l’apparenza di un cappotto elegante o di un sorriso di circostanza hanno un coraggio di vivere che da solo basta a farle splendere apprezzandole, da solo basta per volergli bene, da solo basta per sentirsi vicino a loro e sostenerle come si può.

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Pranzo all’aperto prima di andare via…

Eppure, la cosa che ho amato di più in loro è stato il gioco, la serenità e la leggerezza di ridere e sorridere senza timore delle loro immagini: le fotografie riviste la sera tra di loro, ascoltandole dal di fuori avresti potuto dire che dietro la finestra c’erano delle ragazzine dopo la prima uscita senza i genitori… la loro voce ilare era un suono cristallino che non aveva età.

Queste le ragazze dell’ Argentario.

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A loro il mio grazie.

 

 

1-2-3-Giugno Grecìa salentina…

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Muretti a secco, olivi dai tronchi contorti e bellissimi, Terra accogliente e ospitale… il Salento che ho incontrato camminano con gli amici di Repubblica Nomade aveva questi  ingredienti. Il plus-valore, la differenza l’hanno fatta proprio i camminanti della Repubblica, anche loro avevano un matrimonio da celebrare alla fine del loro cammino greco, un matrimonio nomade tra Ilaria e Claudio che si son conosciuti ballando una milonga clandestina 🙂

Era la prima volta che mi univo a loro, ne avevo sentito molto parlare ed ero curioso della non-organizzazione che funziona davvero. Dalla colazione random per Melpignano alle 6 di mattina finita per conoscere Tommaso un padre che aiutava, sostituiva il figlio la mattina presto, ai passi liberi che accoglievano l’indicazione del lavoro svolto da Luciana che ci giudava nella sua terra, alle tante informazioni raccolte: notizie, storie, cultura… alle relazioni che si creavano camminando, alla conoscenza di Dina, pugliese, che ama le rose profumate e che ci ha ospitato sulla sua terrazza per una cena davvero bellissima, dopo averci raccontato sulla via la sua storia e quella delle tabacchine salentine… un’amicizia nata così, in cammino e condivisa con Marilena ché insieme abbiamo colto il piacere di quel Tempo.

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L’immagine puo sembrare poco attraente ma è quel che non si vede che è importante: intorno alla tavola, a cena, tre persone sconosciute hanno sugellato una amicizia, un affetto, un legame che fino allora non esisteva… questa è la meraviglia del camminare, ti mostri libero, inoffensivo, viandante o pellegrino e vieni curato, protetto… da esseri umani come te che ti e si riconoscono, che restano con te…

Il Salento ha donato la sua storia e le sue bellezze, anche con la notte in ascolto al Festival dell’Inutile, o una pizzica ballata per la strada mentre vai verso la musica…

Il Salento connesso con le energie della terra con i suoi dolmen, i suoi menhir ti faceva sentire in relazione con il pianeta intero e tutti i suoi abitanti…

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E’ stato difficile lasciare questi amici che si dirigevano in Grecia, destinazione Atene mentre i miei mi portavano verso un’altra ‘grecia’, quella dell’Aspromonte Grecanico e poi la Magna Grecia… Chiudere un cammino comune, anche breve, lasciare la porta socchiusa per ritornare quando sarà è sempre un passaggio intenso e emozionante. Ti guardi indietro mentre sai che devi proseguire, lasci qualcosa di te e vai oltre cambiato, migliore.

Continua…

 

 

 

 

 

Premessa di un viaggio lungo 18 giorni…

Roma – Grecìa salentina  – Aspromonte – Sicilia, Magna Via Francigena, Marina di Ragusa – Roma

La prima scintilla di un viaggio si forma nella testa, qualcosa scatta senza che coscientemente sai… ma già sei partito.

Per trasformarsi dall’immaginario ad una concreta realtà c’è bisogno di una scintilla, qualcosa che accenda il fuoco del possibile, tipo:

Zio, vieni al mio matrimonio?” Chiara

Ti sposi, brava! E dove?” Io

In Sicilia, a Marina di Ragusa, il 15 giugno” Chiara

…mmmm, va bene, penso che ci verrò a piedi!” Io

S c i n t i l l a !!!

Perchè questo viaggio personale era nato due anni fa, alla morte di mia madre mi ero ripromesso di mettermi in cammino per ricominciare una nuova fase della vita, ma non sono andato oltre, ché ogni cosa avviene quando è maturo il Tempo. Gli anni però non sono passati invano, ogni tanto nell’andare coglievo e trattenevo un incontro, un paesaggio, una storia, un briciolo di bellezza così oggi so che inconsapevolmente stavo ‘costruendo’ il mio desiderio.

Dopo la telefonata/invito di mia nipote ho messo insieme tante cose, come pollicino con le briciole, le sono andato a raccogliere una per una, rinnovando affetti, rinverdendo colori, scoprendone di nuovi… e sono partito!

1-2-3 Giugno – Con Repubblica Nomade nella Grecìa Salentina… passaggio a Brindisi dall’amico Cosimo.

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4 Giugno Passaggio da Angela a Bova, Aspromonte. Una pausa accogliente, rigenerante, serena e affettuosa…

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5 Giugno Palermo, Giovanna prima del cammino solitario, un ultimo sorriso da portare con me…

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6-14 Giugno Palermo-Agrigento sulla Magna Via Francigena. Sperso di pensieri nella bellezza dell’interno della Sicilia.

15-17 Giugno Chiara si Sposa, parenti romani in Sicilia…

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18 Giugno Rientro a Roma…

 

Continua…

Andar per stelle…

Questa storia comincia con ‘loro’: le stelle, ma come tutte le mie cose (e forse quelle di tutti) subito cambia forma il pensiero sul fare, si aggiorna e include nuovi eventi, esperienze, inci e acci/denti di passaggio 🙂 fino a ritrovarsi su di un altro percorso…

Così la prima data era saltata… i cammini di silenzio nelle foreste passati… l’inverno cedeva alla primavera… le stelle erano sopra di noi, come un filosofo disse, la legge morale dentro etc. etc… e i nostri passi hanno incontrato quell’astro che è la Terra.

Infatti è Lei e il nostro viaggiare su di essa che sono andati in scena sul Soratte.

Camminando sulla montagna sacra, ne abbiamo sentito le ‘vibrazioni’ leggendo di Giovanni Pascoli la poesia: il bolide, che finisce così…

E la terra sentii nell’Universo.

Sentii, fremendo, ch’è del cielo anch’ella.

E mi vidi quaggiù piccolo e sperso

Errare, tra le stelle, in una stella.

Cominciando a camminare nel buio dei boschi, in quel silenzio diverso, tra quelle ombre che la Luna rifletteva sul suolo abbiamo un po’ fatto come i ragazzi di Contare le stelle che sfidavano la parole del sacerdote contando oltre il limite da lui dichiarato le stelle in cielo… abbiamo un po’ sfidato il nostro andare di abitudine in abitudine…

Ci siamo un po’ anche confrontati con quel senso profondo della paura del buio… Aiutati da un signore incontrato ai margini del paese… ‘Fate attenzione ci sono i cinghiali!’ era il suo ‘buon cammino’ 🙂

Il primo tratto per arrivare al sentiero da pendere era su di una bella e larga carrareccia dal brecciolino bianco. Era evanescente il biancore della strada alla luce della piccola Luna, a tratti sotto gli alberi si perdeva… Ho chiesto alle persone che accompagnavo di spegnere le luci frontali, ché aveva il suo fascino l’andar così nella notte…

Ci siano poi confrontati sulla potenza delle luci frontali, alcune erano davvero fari che illuminavano a giorno una vasta area… chissà se misurano anche la paura 🙂

Non c’erano solo le ‘lumerine’ frontali moderne a rischiarare il sentiero contribuiva anche Luna, per quanto piccola. Alla Baracca dei Briganti ho colto questo spunto per leggere: Ciaula scopre la Luna, di Luigi Pirandello. Il racconto è stato poi letto e interpretato per intero su RAI5 qualche giorno dopo per una strana coincidenza, se qualcuno avesse voglia di sentirla per intera….

Dalla Baracca dei briganti all’Eremo di San Silvestro si percorre un tracciato un po’ esposto, le stelle e la vista a valle sui due lati davano il senso di infinito… il libro Il Bambino che sognava l’infinito, di Jean Giono era una bella lettura da condividere.

In cima al Soratte la storia di Silvestro I, raccontata a ‘fumetti’ sui mosaici della chiesa dei Santissimi quattro coronati e rielaborata per gli astanti, mentre si aspettava che l’acqua sul fornello fosse ben calda per la tisana collettiva, diviso anche il pane e la cioccolata e tutto quel che negli zaini era riposto.

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Cominciata alle 21:30 siamo ritornati a Sant’Oreste alle 02:30, stanchi ma felici della nostra notte.

La cornetteria di Fiano Romano aveva già chiuso e questa è stata la sola nota negativa di questa esperienza.

Mi spiace non trovate fotografie, non ne sono state fatte, incredibile ma vero :), l’unica sarebbe quella della terrazza a Fiano Romano dove abbiamo cenato al tramonto, prima di metterci in cammino…. ma è una foto conviviale e quindi personale e condivisa con i soli partecipanti. Oggi poi c’è la nuova temuta legge sulla Privacy….

C’est la vie!

 

p.s. se vedete una stella cadere, provate ad esprimere il desiderio di fare questa camminata notturna, magari succede che prima o poi la rifaccia solo per esaudire quel desiderio… 🙂 cominciando proprio dalla cena!

Traccia GPS del percorso effettuato…

Montagne, si comincia! Sopralluogo sul Monte Viglio.

In questo blog c’è un articolo che parla di Montagne e del desiderio di ViverLE andandole a trovare.

Dovevo da tempo cominciare i sopralluoghi, perché il programma immaginato prendesse forma. Impegni e un meteo non sempre favorevole però non avevano permesso di muovermi. L’idea era ferma al palo. Cancellate le date, rimandato tutto ad una congiuntura più favorevole.

Sono di quelli che si nutre dell’idea stramba di lasciarsi andare, di aspettare che un ‘segno’ di qualsiasi genere chiami su di una strada, quel che faccio è seminare ‘lavorando’ affinchè questo avvenga. Quando avviene colgo al volo la possibilità che si offre…

E’ un concetto facile ma difficile da comprendere (ma che sta’ a di’ questo?), me ne rendo conto. Quindi non tedio oltre ma per chi fosse interessato (iscrizione obbligatoria al club dei matti coscienti!) davanti a un caffè, in un cammino qualsiasi se ne può far conversazione.

Comunque lo scorso 18 maggio ho accettato l’invito di accompagnare ad un sopralluogo sul Monte Viglio Alessia Rabacchi . Anche Lei fa parte della ‘storia dei segni’… tant’è vero che la montagna da andare a conoscere era vicina a quelle su cui avevo immaginato di cammiare ovvero Tarino e Contento…. 

Qui comincia l’avventura…

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Salendo la prima cresta, verso il Gendarme…

La giornata aveva luce e ombre intense, variavano forme, si scambiavano di posto a seconda del passaggio delle nuvole disegnando sulla Terra forme scure e immaginifiche.

Il passaggio per il bosco di faggi è stato veloce ma non privo di stupore…

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Meraviglia verticale….

Usciti allo scoperto sulla cresta si succedevano cime e forcelle, panorami e orridi profondissimi…

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Un ‘tuffo d’occhio’ dal Gendarme.

Nell’incontro un escursionistache che scendeva dal Viglio ci avvisava della prossima cima, sulla possibilità di poterci arrivare (la neve non sempre era superabile) ma anche sulla pioggia in arrivo…

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Cima Monte Viglio, 2156 metri. Chiude a sud la catena dei Monti Simbruini.

Toccata e fuga quindi ché la pioggia non si faceva attendere.

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Tornando sui nostri passi…

Il passaggio dentro le nuvole ha solo arricchito lo spirito così come la pioggia ha intriso i vestiti.

Un tassello di questa avventura è stato messo, tassello importante che certifica scopo e direzione di una vaga idea che comincia a prendere forma e conferma il personale pensiero sul ‘lasciarsi andare’ 🙂

Post scrittum: non so se sono persona da seguire in montagna… questo dipende dalla vostra ‘mattitudine’ ma conosco bei matti che camminano… anche di notte…. in montagna… con me 🙂

“Ma questa è un’altra storia” disse il barista alla fine del film Irma la Dolce (quella con le meravigliose calze verdi 😉

 

Traccia GPS del percorso…

Tra gli alberi in città…

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Così è cominciato il cammino dedicato ai ‘Signori Alberi’, incontrando questo pino a ridosso delle mura gianicolensi.

Guardandolo ora, nel confronto con l’altro tronco dritto e perfetto, mi fa venire in mente il libro ‘Ci sono bambini a zig-zag’ di David Grossman, meraviglioso come quest’albero che ha voglia di vita da vendere a chiunque passa di !

Il cammino lo abbiamo cominciato il 6 maggio e si potrebbe pensare che tra alberi di tutte le meraviglie, racconti di scorribande bambine a Villa Sciarra, pasticcerie francesi da gustare con gli occhi (le calorie denunciate sarebbero letali per chiunque ;), letture e racconti in piazze e vie, poi il pranzo gustato sotto il Ginko Biloba del Pincio di Roma sia finito sorridendo quel giorno….

Lo si potrebbe dir finito solo oggi ché mi ripercorrendo i passi fatti mi sono trovato un nuovo albero ‘spuntato’ nella notte 🙂 questo:

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Sembra una quercia, un leccio qualsiasi, ma posso assicurarvi che fino a ieri non c’era! Al suo posto vi era una zolla di terra, triste e orfana del precedente quercia.

Ma quel vecchio Albero prima di morire deve aver seminato una ghianda nel cuore degli uomini, così che germogliando di volontà diventasse il nuovo albero di Piazza della Quercia.

Ecco, forse ora potremmo dir finita la nostra camminata dedicata ai Signori Alberi  ma…

Non vogliamo! ché di Alberi ce n’é sempre da vedere, andare a trovare, salutare, raccontare e non ultimo… respirare.

Allora facciamo che il prossimo passo di questa camminata infinita sarà al Giardin del Lago, in Villa Borghese dove altri uomini, col cuore seminato a ghiande, stanno cercando di salvare la quercia più vecchia di Roma.

Andiamola a trovare, farà del bene a lei e a noi.

Buon Cammino.

 

 

Camminare in Primavera in Ciociaria…

Tre giorni di Trek dal 28 al 30 aprile da Collepardo a Arpino, tre giorni di leggerezza in cammino…

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La Certosa di Trisulti da un insolito punto di vista.

Non era cominciata bene,  per un incidente sull’autostrada siamo riusciti a metterci in cammino solo alle 11, tardi davvero…

Poi è stata la bellezza di questa Ciociaria insolita ai nostri occhi a prendere il sopravvento su tutte le altre emozioni. Il piccolo gruppo di amici conosciuti, a cui si era aggiunta Tina completandolo in qualità, si lasciava andare al verde della Primavera, alla meraviglia del paesaggio; i nodi che ognuno porta con sé quasi sempre si allentavano piano piano… Nelle conversazioni veniva fuori anche un’idea sentita altrove del potere rigenerante dei boschi: il bagno di foresta…

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Lasciando Collepardo…

Il percorso, usciti da Collepardo, lasciva subito i cammini classici di Benedetto, delle Abbazie inoltrandosi in altri paesaggi più ricchi di natura. Alcuni tratti segnati dal CAI, ma i più in assoluta esplorazione ci portavano tranquilli ma impegnati (il dislivello si faceva sentire!) a pranzare in quota sulla panchina della chiesina di San Giacomo, per poi scendere fino a San Leucio alle porte di Veroli, al Monastero di Sant’Erasmo nostra casa per una notte.

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..alle spalle la chiesina di San Giacomo.

A seguire nei giorni successivi si attraversavano guadi, si osservava lontano il punto di arrivo da un punto elevato ad un altro, si pranzava nei prati di Casamari, dove si entrava fuori orario ‘contrattanto’ amichevolmente una disponibilità per un piccolo lavoro con l’accesso alla Abbazia 🙂

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Il Silenzo e l’Abbazia riflessi nella fonte battesimale.

Poi Monte San Giovanni Campano col suo castello e la vista panoramica fin ad Arpino dove alcuni non sarebero arrivati ché il lavoro li richiamava in città. La cena di pesce e l’ospitalità dell’albergo L’Orione fino alla colazione in terrazza sono state un incantevole parentesi.

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Colazione nella Bellezza.

Carichi di queste energie positive abbiamo affrontato l’ultimo giorno, ultima tappa sempre su di un percorso alternativo per evitare il più possibile l’asfalto, che ci aspettava comunque alla fine di un sentiero selvaggio dopo colline di olivi e prati fioriti. Così sul manto stradale siamo arrivati a Isola del Liri, pranzato nel parco del fiume e solo a questo punto si riprendeva prima il Cammino di Benedetto, salendo sulla ciclabile che costeggia un braccio del fiume, sia a monte il Cammino delle Abbazie, insieme nel verde di casali abbandonati e carrareccie si arrivava ad Arpino giusto in tempo per una birra allegra, meritata e il pullman che ci riportava alla… realtà.

Il pane portato è finito il primo giorno, le parole di poesia e dei racconti hanno arricchito le pause, i passi si son succeduti al ritmo che ognuno sentiva di dar loro… bella cosa, davvero.

In Autunno torneremo ad Arpino per l’ultimo tratto fino alla conclusione a Cassino di questo cammino cominciato ormai due anni fa, si intravvede la meta ma si andrà oltre con lo sguardo…