…e alla fine, dall’alto, vediamo l’Abbazia di Monte Cassino!

P81112-143126
Il puntino bianco sulle verdi creste…

Ogni cammino, corto o lungo che sia, porta con sé le sue storie.

La storia di questo cammino si chiama Benedetta: una cana (a mia madre la parola cagna non è mai piaciuta e la cambiava così).

P81208-110237.jpg
Benedetta, ci precede e si ferma…

Saliti da Arpino alla Torre di Cicerone, ci siamo fermati per gustare il piacere di una vista unica e di qualcosa di quasi mistico che è l’arco a sesto acuto unico in Italia, porta di 2800 anni sulle mura ciclopiche del sito archeologico.

P81110-103953.jpg

Passato l’arco, lasciato il Cammino di Benedetto al suo asfalto, ci siamo incamminati per il sentiero della Grotta delle Fate e già accanto a noi trotterellava Benedetta.

Da lì in poi, per tutti e tre i giorni di cammino, non ci ha mai lasciato. La sera la lasciavamo fuori e la mattina era lì che ci aspettava per andare di nuovo.

Con noi ha preso il sole, il cibo, la pioggia, il vento, le parole scambiate e i silenzi, la poesia Gratitudine, ascoltata con un amplificatore su di una cresta di passaggio o il fango che a tratti ci ricopriva.

 

Perchè sono stati tre giorni intensi, per tanti motivi, anche al di là di Benedetta.

Il gruppo era formato da quasi tutte le persone che avevano cominciato da Norcia questo cammino a tappe, ormai tre anni fa. Quelle che mancavano all’appello le abbiamo raggiunte con wapp, inviando qualche immagine di quegli ultimi passi.

Il primo giorno è stato impegnativo arrivare ad Arpino per camminare, coi pullman Cotral non si è mai tanto sicuri 😉 ma alla fine abbiamo avuto una splendida giornata, una sosta pranzo sulle scale di un casale abbandonato, che il caffè della moka sul fornello rendeva ancora profumato dell’umano vivere.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il sentiero poi declinava la giornata verso Casalvieri, dove la signora Linda e il suo ristorante/albergo ci aspettavano. L’accoglienza, la Pasta e fagioli, le camere calde, la birra (No Moretti!, qui solo Peroni ci hanno spiegato) e le tisane, la macelleria di soli prodotti locali (gli assaggi offerti andavano finiti altrimenti si pagavano!) hanno reso il primo giorno davvero piacevole.

Il secondo è cominciato con la pioggia. Le previsioni del tempo allungavano l’orario di fine precipitazioni e solo a pranzo abbiamo avuto la compagnia delle nuvole senza acqua. Ma anche così col freddo e l’umidità quel passaggio sui monti è stato davvero qualcosa di speciale. Per le mulattiere antiche abbiamo raggiunti i piccoli paesi si Casalattico e Montattico, di lì in poi solo natura, animali e monti.

P81208-131400P81208-142004

Passaggi e paesaggi di rara bellezza in cui solo i nostri colori accesi stonavano 🙂

P81208-110355.jpg

Anche qui un vecchio casale e il caffè, anche qui abbiamo portato la poesia, anche qui abbiamo sentito qualcosa di immenso e vivo ché lo spazio intorno a noi si amplificava come la voce della poetessa verso i monti di fronte, di lato, di dietro, in alto con le nuvole frettolose, in basso con i paesi a valle lontanissimi e piccolissimi.

La notte che scendeva ci vedeva arrivare con le lucine sulla fronte all’agriturismo di Colle San Magno.

Con Benedetta a fianco abbiamo continuato il nostro cammino il terzo e ultimo giorno. Un giorno di Cammino vista mare! C’era un po’ di attesa nella salita che portava a vedere l’abbazia annunciata, sopra Monte Cassino. Il cielo sempre nuvoloso concedeva al Sole solo rare colonne di luce che illuminavano la piana. Nella sosta pranzo attorno ad un rudere abbiamo condiviso il cibo e delle letture che alcuni di noi avevano portato. L’emozione della voce rotta di Giuseppe che ci donava una lettera del sindaco di Riace è stata così viva per tutti da unirci in un abbraccio che solo chi cammina e condivide tempo cibo e spirito può conoscere.

P81209-123815.jpg

Alla fine Monte Cassino era di fronte, piano piano l’arrivo annunciato avveniva al tramonto, quasi all’ora di chiusura…

P81209-165212.jpg
Fine del cammino.

Restavano due cose importanti da fare…

La prima riportare Benedetta dove l’avevamo trovata, così nella tristezza di tutti è tornata alla rocca di Arpino, non potevamo fare di più. Speriamo che abbia ritrovato la sua casa o un altro gruppo di pellegrini da accompagnare, tanto lei la strada la conosce.

La seconda di concludere il cammino in un modo speciale, così anche noi siamo tornati tutti sui nostri passi: a Casalvieri ci aspettava la signora Linda e la pasta e fagioli sublime, rossa o bianca, che sua sorella prepara. Ci siamo messi a tavola e…

P81209-195458.jpg
FINE

In verità ho chiuso questo lungo viaggio con un arrivederci.

Nella Primavera del prossimo anno ho intenzione di ripercorrere tutta la Via Benedicti, da Subiaco a Monte Cassino, riveduta dal mio andare. Nove giorni di avventura che  aspettano chiunque abbia voglia di arrivare a mangiare una mitica pasta e fagioli!

p.s. se siete arrivati a leggere fino a qui… grazie 🙂

 

Tracce GPS: Arpino-Casalvieri

Casalvieri – Colle San Magno

Colle San Magno – Monte Cassino (Abbazia)

25.26.27 giugno: al Nord…

Alzarsi alle 4:00 (dopo due giorni di montagna e solo 5 ore di sonno), prepararsi per il viaggio e metterti in strada per un appuntamento fissato al limite della fantasia a 450 km di distanza. Appuntamento con Tina che scende giù dalla sua Torino e con il sopralluogo da ripetere di Tassani (sopra Sestri Levante)-Monte Treggin , parte dell’ultima tappa del mio Cammino delle Alte Vie che a fine luglio va in scena. C’è anche da vedere il Rifugio Treggin Roccagrande che gestisce Andrea (3347672609 rifugiotregginroccagrande@gmail.com), ci siamo sentiti solo per telefono.

Così comincia questo viaggio al Nord, di soli tre giorni, intensi e un po’ obbligati per gli impegni.

Però la seconda volta che vai in un luogo è già tutto diverso, hai fissato nella mente briciole di ricordi che te lo fanno subito apparire familiare. Così la memoria del sopralluogo precedente è venuta a galla e mi ha accompagnato per tutti i passi sul sentiero che davvero non è facile da ritrovare perché abbandonato da tempo. E’ una bella sensazione di appartenenza questa, almeno per me che ho origini in una grande città, ritrovarsi in un  luogo naturale dove hai camminato è ritrovare un abbraccio che ti aspettava.

La fatica di camminare in salita in pieno giorno si faceva sentire ma stavolta l’acqua era sufficiente (la scorsa un po’ meno: l’esperienza della sete davvero è cosa che segna…) e l’allegria della compagnia faceva prendere tutto con un altro spirito.

P80625-140528

Il Monte Treggin è alto 850 metri, ma per arrivare alla sua croce di legno devi metterci bella e buona energia che è rosso di pietra, arido di sole: ultimo baluardo prima del Mar Ligure, lo sa, e non fa sconti.

P80625-161729

Dalla cima, guardando verso monte si intravede appena nella vegetazione il Rifugio di Andrea. Oltre a una linea grigia quasi impercettibile nel verde non hai altro davanti che natura, aspra e montagnosa, ricca e sovrana. Il pensiero che sei a pochi chilometri dal mare e lo vedi alle spalle, ti da l’idea vera di quella Terra, della Liguria. Dentro puoi correggere tutte le impressioni che il passaggio al mare hanno condizionato, facendo sembrare tutto semplice, raggiungibile, turistico.

P80625-145616

Non manca l’acqua al rifugio nè il calore di chi lo cura e lo ha reso ospitale in quattro mesi di soggiorno. Andrea è di Verona, ha risposto all’annuncio di Walter, il proprietario ( possiede e gestisce anche un agriturismo nella zona), per la gestione. Ha superato un buon numero di pretendenti al titolo, ma di tutto questo non appare nulla ché Andrea è e resta una persona semplice e così ha allestito il rifugio.

Abbiamo scambiato due parole e bevuto un goccio di vino mentre Tina recuperava le forze addormentata sul prato, e ci siamo trovati in sintonia. La cosa più difficile nel organizzare cammini è il trovare le strutture, per me, che non mi piace un posto qualsiasi, la questione è ancora più ostica. Mancava l’ultimo posto nel mio trek, nel precedente sopralluogo non mi ero potuto fermare e comunque non avrei trovato Andrea, è li da pochi mesi, ed io credo nei segni. Cammino con questi. Lui si aggiunge alle persone che fa piacere sapere di incontrare quando cominceremo a camminare, Andrea è una bella storia da conoscere e scoprire nel futuro come va a finire 🙂 Persone così non vanno lasciate sole…

La via del ritorno è stata facile, un po’ perchè ormai era nota, un po’ perchè andando verso… il mare si va più leggeri, un po’ perché si profilava il riposo, un po’ perchè ero felice di aver chiuso al meglio l’organizzazione del mio primo trek.

P80625-163740

I due restanti giorni mi sono lasciato andare, mi sono affidato all’entusiasmo di chi aveva accanto e mi ha ospitato nella sua casa, e che alla fine mi ha anche anticipato dei soldi chè il mio portafogli era rimasto a Genova. Quest’amicizia frutto della fiducia nel proprio sentire è nata anche lei in Aspromonte, un viaggio di cammino. La fiducia porta lontano… con Tina sono arrivato fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso, queste le tracce del percorso da Valnontey al Rifugio Vittorio Sella.

Ho già scritto molto e chi è rivato fin qui ha tutta la mia stima, per la pazienza sopratutto 🙂 così non starò a raccontarvi dei due giorni in Valle D’Aosta, valga per loro questa immagine…

P80626-213841.jpg

Ma tornando ai semi di qualche articolo fa e ricordandomi che nulla è per caso… credo che di queste parti ne sentirò parlare…. Per esempio sarà un caso che Librotrekking promuove cammini da quelle parti? A proposito affrettatevi forse c’è ancora mezzo posto libero 🙂 potete digli che vi mando io 🙂 vale come a briscola un due di coppe, quando regna bastoni… ma voi provateci lo stesso!

E auguri di buon cammino!

 

23.24 giugno: due cime, in due e in tre.

23 giungo 2018 – Gran Sasso, Corno Piccolo: piedi sulla roccia, sospesi nelle nuvole…

24 giugno 2018 – Monte Tarino, sorgenti dell’Aniene: un anello di faggi roccia e faggi…

Due giorni. Uno bianco di nuvole e l’altro azzurro di cielo.

P80623-124358P80624-112345

Due cime.  Diverse per quota e difficoltà, per ambiente e storia.

Due croci. Una in ferro vecchio, arrugginita dal Tempo e logorata dai venti. L’altra scintillante che risplende da lontano…

Due prime volte. ‘Hai mai toccato una croce?’ Ho chiesto, per motivare di più l’impegno della salita. Ma al Corno Piccolo era anche per me la prima volta.

Due persone accompagnate. Una donna esperta e un uomo alle prime armi, un numero davvero esiguo e differente ma che proprio per questo è riuscito a stare al gioco fino al sorriso per una bella avventura conclusa bene.

P80624-160848P80623-155453

Questo viaggio per montagne comincia da Roma, la mattina presto di sabato 23 giugno, alle 06:45 monta in macchina Stefano, si parte. Siamo in tre.

E’ proprio Stefano la novità, si è accodato all’ultimo momento, il legame con lui passa per l’Aspromonte ché un amico di cammino gli ha raccontato di me. Vorrei allenarmi un po’, mi ha scritto nella mail.

Il programma era facile a dirsi, complicato da realizzarsi. Prevedeva il viaggio fino a Prati di Tivo, salita e discesa al Rifugio Franchetti, trasbordo in auto al campeggio di Fiumata (Filettino) e il giorno dopo di buon ora salita sul Tarino.

P80623-133915P80624-134600

Immaginare è facile, difficile è realizzare quel che hai fantasticato…

Così capita che alle 17 chiude la funicolare, e noi siamo arrivati alle 17:30. la discesa fino a Prati di Tivo, nelle nebbie e nella stanchezza è stata un bel diversivo…

Così capita che la strada che hai previsto è ‘interrotta’… e ti prende il panico ché sono le 20:30 e devi ancora cenare e montare la tenda… e quella è l’unica strada percorribile… ma siamo in un paese meraviglioso dove gli uomini inventano soluzioni anche alla politica così la strada diventa percorribile ché nei paesi tutti ci vanno facendo un po’ di attenzione. Cena Buonissima alle 21:30, tenda montata alle 23:00. Buonanotte.

P80623-111728P80624-084933

Così capita che la vista della salita sul Tarino scoraggia, pensando anche alla discesa. Ma se metti pazienza nell’andare, se offri il tuo aiuto per alleggerire il peso portato, se motivi il senso di quella salita trovi che anche chi va veloce aspetta chi va piano, che chi ascolta leggere sa anche accettare chi dorme sonoro sul prato, chi arriva in cima può farlo perché chi si è fermato non ha posto questioni. In pochi si riesce anche a salvarsi da un sasso che scivola sotto di te e va nella direzione dei tuoi compagni…

Così capita che il ristorante apparecchia per nove mettendo ogni bendiddio a tavola… e si mangia tutto con gli occhi che essendo solo in tre di tutte quelle bontà non potremmo avere ragione…

Così capita che incontri qualcuno di cui sai solo che si chiama Massino che ti accompagna in cima al Corno, ti aiuta nei passaggi, e poi se ne va dopo due parole, un sorriso, una foto di spalle sulla croce (quella con il volto l’ho inviata a lui 🙂 se ne va per la ferrata che scende prima al Franchetti, solo come è venuto o meglio apparso tra le nuvole: ‘ma voi da dove venite?’ ha chiesto…

Così capita che questa idea dello stare più Tempo, più vicino alle Montagne ti sembra proprio quella giusta, ché senti che va bene così, anche… se… capita!

P80623-115838P80624-120601

Perché senti che è la dimensione del provvisorio ma anche del valore di questo Tempo assieme a persone e vette, assieme a rondini e vento, assieme a nuvole e cielo, assieme a terra e roccia, assieme a orizzonti infiniti e strade asfaltate, assieme al nuovo e al vecchio, assieme per amicizia e conoscenza.

Assieme… ché ‘due è il contrario di uno e non il doppio‘ !!! Scriveva Erri De Luca.

Ecco.

P80623-140933P80624-124431

Anche se da poco ho scritto di cammini solitari che sono un’altra dimensione…

Incongruenze, scriveva in una lettera il ragazzo Michele su CIAO, TU di Puimini e Masini

 

 

 

 

6.7.8.9.10.11.12.13.14 Giugno: Magna Via Francigena, 9 giorni di cammino.

Si comincia con l’ Alba…

14a
Buongiorno….

6 giugno Palermo-Santa Cristina Gela

P80606-130930
Segni, direzioni, vie: seguirli da il senso di aggiungerti alla storia…

7 giugno Santa Cristina Gela-Corleone

7
Segnavia, riferimenti tra il giallo e il verde dei campi.

8 giugno Corleone-Prizzi

P80608-065658
Le righe dei campi, le righe del cielo…

9 giungo Prizzi-Castronovo di Sicilia

9
Camminando soli puoi permetterti di seguire le nuvole…

10 giugno Castronovo di Sicilia-San Giovanni Gemini

P80610-083429.jpg
Lucertola, pecora, uccello, uomo sullo stesso cammino…

11 giugno San Giovanni Gemini-Sutera

11
Non si perde mai la rotta nel mare della Sicilia, Sutera è sempre faro di riferimento…

12 giugno Sutera-Racalmuto

12
Se è la rotta che non perdi certo è lo sguardo che vaga in un mare infinito di colori intensi….

13 giugno Racalmuto-Joppolo Giancaxio

13
E il vento ha il suono delle cose che smuove…

14 giugno  Joppolo GIancaxio-Agrigento

14
…e poi accade di ‘sentire’ il mare. E’ laggiù…

Finendo col Tramonto…

P80608-202204_1
….buonanotte.

Il racconto di un viaggio può essere chiuso tra due immagini: l’ Alba e il Tramonto. Per il primo dovete imparare al alzarvi presto, per il secondo avere la voglia di andarlo a cercare.

In mezzo a questi due poli c’è il resto…. nello sviluppo delle fotografie che avete visto trovate in azzurro il link per le tracce GPS. Se le visionate o scaricate semplicemente troverete solo tanti segmenti che uniti danno la traccia del mio andare in Terra di Sicilia, non la qualità, non le emozioni, non i pensieri… neanche le immagini hanno questo potere evocativo, chè solo ai miei occhi ricordano gli incontri, i momenti nel passaggio. Gli scatti sono stati tanti ma qui ne troverete pochi, ché ho messo un’idea della percezione della Bellezza della Sicilia; magari, se avete voglia, potete prendere una birra freddafredda (e una granita di limone :), portarla da me e insieme ce le vediamo tutte col sonoro dei racconti: Sicuro che vale la birra e la granita di limone!!!

Cominciamo a parlare scritto della scelta di partire da solo, perché già qui sta una grande differenza del viaggiare in genere, del camminare in particolare. L’andare solitario ti da una dimensione di attenzione, di percezione, di Tempo e di Spazio che non ha eguali. Ci sei solo tu, l’ambiente intorno che offre il silenzio che lo contiene; hai modo di contare i passi, i respiri, il battito del cuore. Hai modo di portare il pensiero su ogni particolare, lo sguardo su ogni linea, l’emozione su ogni colore, cogliere i profumi nell’aria, assaggiare i frutti che trovi con lo stesso gusto di condividere un sorriso in un incontro. Di soffermarti se vuoi… Hai modo di darti il ritmo che preferisci… non hai vincolo alcuno. Solo con il tuo zaino, pesante quanto hai scelto. Solo con te, senza pronunciare parola, senza sentire la tua stessa voce, senza limite che non sia tu… davvero.

Conoscevo questa condizione, vissuta per 29 giorni sul Cammino di Santiago, la volevo ripetere perché ne sentivo il bisogno, ché di bisogno si tratta. ‘Mi sono fatto persuaso’ che questi cammini solitari segnano passaggi di vita, e cambiamenti più che il normale andare. Sarà che cogli i giorni in tutto il loro sviluppo ‘Alba-Tramonto’ e che ti ci senti dentro fino in fondo, non sei con loro sei in loro. Non sono pratico di meditazione, o d’altre discipline mi lascio scorrere nel cammino, senza porre alcuna resistenza, così…

Il passo va, l’occhio vede osserva scruta, l’orecchio ascolta, il naso registra, la mani accolgono toccano tengono man-tengono…. si ha voglia di questo camminando soli, ed è tutto ciò che hai dal cammino.

Durante questa esperienza, spingendo lo sguardo sempre verso l’orizzonte terrestre cogli alla fine la sensazione di aver superato un orizzonte interiore, quello dei tuoi pensieri/limite. Ti sei ritrovato, ti sei riconosciuto e hai cominciato a immaginarti nel futuro ché già ti vedi laggiù… Così è stato per Santiago, così per la Magna Via Francigena. Si torna nuovi, carichi, curiosi, emozionati, sereni, sorridenti… si torna per ricominciare.

Per questo, camminando, hai raccolto e messo in tasca dei semi… Involucri che contengono la magia della vita. Non sai quando getteranno, ma senti che hanno un senso per te e aspetti di vederlo realizzare….

Sono semi gli incontri: Gregorio Chiarenza (una giuda AIGAE più brava di me :),Margherita e Davide con cui ho camminato, parlato, ascoltato, mangiato e che mi hanno invitato a tornare per fare il pane con loro in dicembre….  MariaAntonietta e Antonio che mettono le lenzuola ricamate nel loro B&B e sul muro trovi scritto ‘tutto quello che c’é… è vostro’ che ti offrono una birra e il tempo di raccontarti di loro…., Totò Greco ‘il giovane’ che ha un sorriso che illumina e una vitalità e fiducia nella vita che non puoi sorridergli a tua volta…. o il signor Giovanni a spasso con il cane sopra Prizzi, e il signor Francesco che lavando la macchina, ti dice: a Roma… facevo la scorta al presidente Segni.

Sono semi il cibo che trovi per la strada… una giuda diceva che gli alberi sul confine delle proprietà fanno frutti per tre: il padrone, gli uccelli e i viandanti, una generosità che appunto cogli non solo come frutto…

Sono semi i paesi che attraversi che si aprono e chiudono nello spazio di un attimo di cammino… eppure vivi, intensi, profumati, accoglienti…

Sono semi la lontananza che provi, la sensazione di esserti un po’ perso, il trovare il tempo di mettere giù parole, di godere di una sera fresca, sul tavolo nella via, in un paesino che si prepara alla festa e incontri una ragazza inglese, con la sua famiglia che è venuta a trovarla e che ti chiede: sei pellegrino? Anche io, poi mi sono fermata qui ché ho trovato delle belle persone…

Sono semi i pastori che segnati dal sole ti dicono con orgoglio la loro storia e quella del luogo in cui stanno vivendo…

Sono semi tutte le singole piccole bellezze che incontri… come l’attenzione che metti a non calpestare le formiche che ti tagliano la strada… solo camminando, camminando piano puoi vederle…

Sono semi chi ti apre un portone che pensavi chiuso, così ti apre la vista alla Sicilia che ti avevano raccontato ma fino a quel momento ci avevi solo camminato sopra…

P80611-193450
..a questa bellezza avevo rinunciato, poi una signora ha aperto la porta…

Sono semi il cibo che acquisti, i riti che fai per mangiarlo, il senso di ringraziamento che provi…

Sono semi l’idea di star lontano da tutti geograficamente e il sentirli accanto mentre vai…

Sono semi anche il bisogno di ‘condividere’ quel che provi, sei sempre connesso se vuoi e la tua capacità di rimandare a un momento successivo, che adesso stai in quel che vedi…

Sono semi l’attesa, il riposo, la sveglia, l’acqua per la via, la stanchezza, la lentezza…

Così carico di tanti semi torni a casa.

A guardarti nello specchio sembri sempre il solito, magari un po’ smunto ma se cogli lo sguardo per un attimo ti riconosci cambiato e… più ricco.

P80611-194152
🙂

 

 

 

Premessa di un viaggio lungo 18 giorni…

Roma – Grecìa salentina  – Aspromonte – Sicilia, Magna Via Francigena, Marina di Ragusa – Roma

La prima scintilla di un viaggio si forma nella testa, qualcosa scatta senza che coscientemente sai… ma già sei partito.

Per trasformarsi dall’immaginario ad una concreta realtà c’è bisogno di una scintilla, qualcosa che accenda il fuoco del possibile, tipo:

Zio, vieni al mio matrimonio?” Chiara

Ti sposi, brava! E dove?” Io

In Sicilia, a Marina di Ragusa, il 15 giugno” Chiara

…mmmm, va bene, penso che ci verrò a piedi!” Io

S c i n t i l l a !!!

Perchè questo viaggio personale era nato due anni fa, alla morte di mia madre mi ero ripromesso di mettermi in cammino per ricominciare una nuova fase della vita, ma non sono andato oltre, ché ogni cosa avviene quando è maturo il Tempo. Gli anni però non sono passati invano, ogni tanto nell’andare coglievo e trattenevo un incontro, un paesaggio, una storia, un briciolo di bellezza così oggi so che inconsapevolmente stavo ‘costruendo’ il mio desiderio.

Dopo la telefonata/invito di mia nipote ho messo insieme tante cose, come pollicino con le briciole, le sono andato a raccogliere una per una, rinnovando affetti, rinverdendo colori, scoprendone di nuovi… e sono partito!

1-2-3 Giugno – Con Repubblica Nomade nella Grecìa Salentina… passaggio a Brindisi dall’amico Cosimo.

P80602-085845

4 Giugno Passaggio da Angela a Bova, Aspromonte. Una pausa accogliente, rigenerante, serena e affettuosa…

P80605-072411

5 Giugno Palermo, Giovanna prima del cammino solitario, un ultimo sorriso da portare con me…

P80605-210742

6-14 Giugno Palermo-Agrigento sulla Magna Via Francigena. Sperso di pensieri nella bellezza dell’interno della Sicilia.

15-17 Giugno Chiara si Sposa, parenti romani in Sicilia…

P80615-202037

18 Giugno Rientro a Roma…

 

Continua…

Montagne, si comincia! Sopralluogo sul Monte Viglio.

In questo blog c’è un articolo che parla di Montagne e del desiderio di ViverLE andandole a trovare.

Dovevo da tempo cominciare i sopralluoghi, perché il programma immaginato prendesse forma. Impegni e un meteo non sempre favorevole però non avevano permesso di muovermi. L’idea era ferma al palo. Cancellate le date, rimandato tutto ad una congiuntura più favorevole.

Sono di quelli che si nutre dell’idea stramba di lasciarsi andare, di aspettare che un ‘segno’ di qualsiasi genere chiami su di una strada, quel che faccio è seminare ‘lavorando’ affinchè questo avvenga. Quando avviene colgo al volo la possibilità che si offre…

E’ un concetto facile ma difficile da comprendere (ma che sta’ a di’ questo?), me ne rendo conto. Quindi non tedio oltre ma per chi fosse interessato (iscrizione obbligatoria al club dei matti coscienti!) davanti a un caffè, in un cammino qualsiasi se ne può far conversazione.

Comunque lo scorso 18 maggio ho accettato l’invito di accompagnare ad un sopralluogo sul Monte Viglio Alessia Rabacchi . Anche Lei fa parte della ‘storia dei segni’… tant’è vero che la montagna da andare a conoscere era vicina a quelle su cui avevo immaginato di cammiare ovvero Tarino e Contento…. 

Qui comincia l’avventura…

P80518-135921
Salendo la prima cresta, verso il Gendarme…

La giornata aveva luce e ombre intense, variavano forme, si scambiavano di posto a seconda del passaggio delle nuvole disegnando sulla Terra forme scure e immaginifiche.

Il passaggio per il bosco di faggi è stato veloce ma non privo di stupore…

P80518-103411
Meraviglia verticale….

Usciti allo scoperto sulla cresta si succedevano cime e forcelle, panorami e orridi profondissimi…

P80518-112807
Un ‘tuffo d’occhio’ dal Gendarme.

Nell’incontro un escursionistache che scendeva dal Viglio ci avvisava della prossima cima, sulla possibilità di poterci arrivare (la neve non sempre era superabile) ma anche sulla pioggia in arrivo…

P80518-123949
Cima Monte Viglio, 2156 metri. Chiude a sud la catena dei Monti Simbruini.

Toccata e fuga quindi ché la pioggia non si faceva attendere.

P80518-141928
Tornando sui nostri passi…

Il passaggio dentro le nuvole ha solo arricchito lo spirito così come la pioggia ha intriso i vestiti.

Un tassello di questa avventura è stato messo, tassello importante che certifica scopo e direzione di una vaga idea che comincia a prendere forma e conferma il personale pensiero sul ‘lasciarsi andare’ 🙂

Post scrittum: non so se sono persona da seguire in montagna… questo dipende dalla vostra ‘mattitudine’ ma conosco bei matti che camminano… anche di notte…. in montagna… con me 🙂

“Ma questa è un’altra storia” disse il barista alla fine del film Irma la Dolce (quella con le meravigliose calze verdi 😉

 

Traccia GPS del percorso…

29 e 30 Dicembre 2107 Due giorni, due storie: Monte Gennaro, Monte Pellecchia.

Andando sul terrazza del Gianicolo, a Roma, un giorno di dicembre, avevo guardato la città sotto ai miei occhi, appariva enorme, eppure piccola al cospetto delle montagne che la contornavano.

La voglia di finire l’anno come era cominciato, camminando, restava. Anche se il brutto tempo e la disponibilità degli amici assai limitata aveva minato la possibilità di un cammino itinerante.

Così guardando i monti di fronte mi son detto vado lì….

Due giorni uno accanto all’altro. Montagne, neve, silenzio, passi, cime, croci…. Tutto apparentemente uguale, vicino eppure tutto così diverso.

Uno aveva il Sole che faceva scintillare la natura, la dimensione di apertura si respirava…

P71229-092723.jpg

Il secondo il soffitto basso di nuvole ti attaccava alla Terra…

p71230-115151.jpg

In uno camminavi tra faggi poderosi, abitanti secolari di quei luoghi. Camminavi ‘dentro’ per boschi, prati, pratoni…

 

Nell’altro si arrivava presto alla vista del paesaggio, poi cima, croce, cresta, altra cima, altra croce…

 

p71230-120905.jpg

Sul Gennaro un cavallino da aiutare ad alzarsi da una brutta caduta… sul Pizzuto i resti di un aereo che mai prenderanno il volo…

Eravamo in pochi a camminarci ‘dentro e fuori’ quei monti. Riconoscevamo l’uno nell’altro lo stesso stupore, lo stesso piacere di essere lì in quel momento, Sole o nuvole che sia. La meraviglia non cambiava nei visi di chi già conosceva quei posti e chi invece era la prima volta che li scopriva.

Due anelli, quasi due fedi nunziali dei monti Lucretili.

Devono essere posti incantati in tutte le stagioni….

L’anno nuovo è cominciato, ci torneremo.

Tracce GPS Monte Gennaro

Tracce GPS Monte Pellecchia.